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Cartolina del Giorno (64): a perdifiato

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Mia carissima Cara, nel silenzio di questi interminabili giorni si sono smarriti innumerevoli attimi di vita, tenuti insieme dal mio animo errante nella marea della noia. Ho camminato, ho corso, ho nuotato... a perdifiato. Ho ascoltato il mio corpo, ho lasciato che i miei pensieri si distendessero sul lenzuolo stellato dei miei sogni. Per troppo tempo ho avuto disgusto per tutti i politici, che hanno reso questa Nazione uno zimbello. Con la maturità, tuttavia, si impara a vedere con gli occhi della saggezza e non con quelli del cuore, che tutto annebbia. Il disgusto lo meritano tutte quelle persone che mettono simili buzzurri su un piedistallo! Questo vogliono, il popolo, una Italia corrotta e corruttibile, priva di merito e ricca di voti di scambio, soprattutto amica degli "amici". Vogliono il potere del cane: abbaiare sempre più forte e mordere gli altri per diffondere la rabbia! Ho riso tanto, amore mio e tu non mi hai mai lasciato, neppure per un solo istante. A chi importa se …

Cartolina del Giorno (63): verso se stessi

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Mia Carissima cara, tu, come stai? Me lo chiedo spesso da quando i giorni si susseguono, senza incontrarti. Gli altri ti coprono di piccoli e grandi scherni - che non vi è allegria dice la moltitudine, per chi, matto, non ti ha ancora trovato senza per questo aver mai smesso di cercarti. Io esco tutte le mattine, per andare al lavoro o per altre inessenziali occupazioni del giorno. Mi vesto a carnevale, allora, e rido e canto per tutto il dì. Da questo palcoscenico, alla fine, faccio un inchino al pubblico senza biglietto! Per fortuna, mia cara, arriva la sera. Ogni giorno muore senza un sussulto, un fremito, un battito del cuore perché ai Re, la solitudine, lo ha rinchiuso nelle segrete della libertà. Arriva, alla fine, la sera, sopraggiunge senza rumore o clamore, come un sole caldo su di uno splendido ghiacciaio dell'animo. Mi scioglie un sorriso in volto, i polmoni mi si riempiono d'aria, il pensiero si assopisce: io sento d'esser vivo, allora. Guardo il cielo e la mia amic…

Cartolina del Giorno (62): quel che non siamo

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Mia Carissima Cara,  ieri notte, proprio quando un giorno muore e un altro nell'indistinto buio inizia, sul mio terrazzo, ho osservato ancora l'albero maestoso che, a poche centinaia di metri, si staglia tra i tetti e le antenne delle case addormentate. La sua ombra nera, sagomata nell'oscurità, stonava con l'opera artefatta dell'uomo. Stupisce ancora me, e immagino altri, vedere tanta pazienza nel cambiamento. Gli alberi, come tutti gli esseri viventi e la natura stessa, sembrano uguali ma, e così gli uomini, sono diversi: muoiono e rinascono conservando qualcosa del vissuto, dell'altro imparano che è superfluo e ne dimenticano l'esperienza. Cambiano, gli alberi, con la pazienza di chi sa che il tempo non è subito né l'ora, bensì il possesso pieno dello spazio che occupano e che li circonda. Sono come gli uomini, gli alberi, agli occhi miei da matto! Solo, benché questo si celebra come conquista della modernità, il mondo parmenideo sopravvive nel fermo im…

Cartolina del Giorno (61): il bacio sulla bua

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Mia Carissima cara,  da giorni il dolore mi tiene compagnia. Non mi lascia un attimo o, se lo fa, per caso o per gioco lo ignoro, il momento successivo rivendica con più furia la sua presenza. Io dello stoicismo non me ne faccio nulla e, mentre attendo il suo commiato, lo tengo accanto, come se dovessi consolare un amico. Mi distraggo, a volte, col ricordo del tuo sorriso: il bacio sulla bua. Leggo, scrivo, e faccio cose come se nulla fosse e tutto diventasse importante. La rabbia, tuttavia, e lo sconforto e le ferite di una Patria vessata, irrisa e mal governata mi accecano il giudizio. Mi portano via ogni, non dico grande, ma persino degna speranza. Quanto è ridicolo in me questa smania di adolescente! Rinsavisco, poi, e sorrido, me matto, di questo circo italico che mette in vetrina politici come fossero prodotti in vendita o giornalisti  e saggi d'ogni genere, i quali al bar sport  sarebbero buoni allenatori il lunedì mattina! Ogni popolo ha il suo spirito, mia cara, ed il suo geni…

Cartolina del Giorno (60): antropocentrici resti

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Mia Carissima Cara,  il sole e le temperature primaverili splendono, ormai da giorni, sulla superbia degli uomini. Io, per tanto tempo, sono rimasto in silenzio, ma non ti preoccupare, in ogni istante sei stata insieme a me. Ho fatto tutto ascoltando sempre la tua voce, immaginando quel che avresti detto!  Avevo proprio bisogno di questo periodo. Ho camminato tanto e ho molto pensato. Ti ho portata sempre con me, lontano dal mondo artefatto dagli umani. Quanta stupidità o convenienza a incatenare le masse ho letto e ascoltato! Ma davvero, mia cara, ci sono uomini che credono che la natura nulla possa più se non ciò che loro creano? Che tutto debba essere un prodotto e per giunta industriale? Mi fa ridere immaginare questa goffa scimmia alla sua infanzia, che si tronfia del potere assoluto che crede di avere avuto in dono, quando non altro possiede che la sua volontà in lotta con altre volontà - e molte superiori alla sua. Sono io il matto, però, che vedo, ascolto e leggo tutti i giorni la…

Cartolina del Giorno (59): la rivincita del numero

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Mia carissima cara, noi due non siamo, né lo siamo mai stati e tanto meno lo saremo mai, affetto stabile. L'affetto lo si dà agli animali domestici, oppure alle persone di cui si ha pietà.  Quale fortuna, invece, condividiamo noi: quando ci incontreremo ancora per la prima volta e di nuovo, non sarà certo per disposizioni emanate con decreto! In questo periodo, ragazza che manchi, rifletto molto e per interi giorni sulla sempre più incombente oclocrazia. Questo è il frutto di anni e anni di innalzamento a idolo del principio di autoregolamentazione. Tutto e tutti, allora, hanno credito. Il numero, si prende così la sua rivincita, diffondendo l'odore acre delle masse e il loro argomentare vendicativo. La loro sete di rivendicazione ubriaca qualsiasi logica. Al giorno d'oggi tutto quel che non si comprende si offende, e le bugie occorrono all'uopo. Ieri sera le mandorle avevano il sapore del ricordo: le schiacciavo sul balcone, le pelavo sul tavolo di granito, le mani scottav…

Cartolina del Giorno (58): la vita al setaccio

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Mia Carissima Cara,
non ho molto da aggiungere alle notizie sulla mia vita, mi rende felice di saperti in ascolto, quindi ti scrivo. Io non vivo abbastanza e la solitudine è un'amica alquanto esclusiva e gelosa oltremodo.
Ho riempito quaderni di esercizi scacchistici, alcuni così belli che li ho messi da parte per noi. Come si dice, una scheda al giorno leva il medico...Ho imparato a fare colazione al mattino, e ho imparato a sedermi a tavola a pranzo. Alla sera, poi, dal mio terrazzo calici di buon vino rosso mi infondono più saggezza di quanta ne scorre sugli schermi delle tv.
 Sai che li ho abbandonati! C'è sempre l'eco del gregge, tuttavia, e non importa ove si riunisca, social, bar, sale da thè, piazze o balconi: è rumore ai pensieri, popolo ai pastori d'ogni sorta, o semplicemente disperata orma nel deserto dell'esistenza.
Lo so, sono un povero matto, che nulla apprezza e tutto setaccia, alla ricerca di quel che rimane essenziale alla vita. Questa forza irre…

Inesorabili Scoperte: imparare dalle partite

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Nasci e sono tutti intorno a te a dirti quanto sia bella la vita e come ne valga la pena che sia vissuta fino in fondo. Continuano, inoltre, a ripeterti che è un dono prezioso.
Cresci a questo modo: convinto che tutto ti sia dato (nei tempi odierni persino dovuto) e non comprendi come mai quel regalo ferisce e fa male. Perché nessuno ti aveva mai detto che la vita possiede le unghie e graffia forte?
Succede, allora, che ti arrendi mentre sei alla ricerca di quella meravigliosa vita che ti avevano descritto e promesso: passando da una esperienza all'altra, non raccogliendone i frutti, perché questa non era quella vita e deve essere, quindi, la prossima la sola dove il nostro valore sarà apprezzato (in tempi non di oggi avvalorato).
Capisci tardi, tra le memorie a pezzi delle tue esperienze più dolorose, che cattivi maestri, con il pessimo gusto della protezione, mentivano sulla vita. La vita, questo raro intrigo di forza, esperienza e immaginazione è lotta arcigna. Le cicatrici ch…

Cartolina del Giorno (57): egocentrici resti

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Mia  carissima Cara,
non parlo con qualcuno da circa dieci giorni o forse più; con me stesso dagli anni della coscienza e non ho mai avuto bisogno di alcuna interpretazione dei sogni.
Mi sono dimenticato di te allo stesso modo di come ci si dimentica di fare la spesa: la fame, alla fine, non alimenta alcun bisogno; al contrario insegna in realtà alla vita ciò che le è necessario.
Proprio l'altro ieri mi sono sorpreso a fantasticare su quello che mi rimarrà di questi lunghissimi giorni. Resterà, fra le altre cose, le lunghe tazze di caffè annacquato e pagine e inchiostro, all'alba del mattino di tutte le notti insonni; resteranno passeggiate al sole, in terrazzo, e partite di scacchi sul cornicione; resteranno cose rassettate e vestiti ripiegati per ordine della noia, e centesimini che non sapevi nelle tasche.
Altro ancora ce ne è e troverò nella memoria. Ai matti come me, mia amata, piace d'essere stati quel che si era, perché sempre sanno d'essere quel che si diviene…

Cartolina del Giorno (56): il ricordo della giovinezza

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Mia carissima Cara,
ieri sera un'attrice in un film ha riflesso nei miei occhi la tua immagine. L'insonnia poi, ha mietuto il sonno ed i miei sogni. Al sorgere dell'alba, alla fine, ho guardato il sole splendere alla finestra, imperito.
Condividere con te questo nostro gioco ed esercizio è un balsamo per il mio animo. Cosa sono mai un io e te se non possono avere un segreto inconfessabile agli altri?
Nel silenzio di questa stanza posso confessarti qui che mai ti ho avuto come adesso che sei lontana!
Ho riflettuto, la vera assenza è di ciò che non potrà mai più ripetersi. Così mi sono messo a pensare, muto in mezzo a questa sapienza, ricercando ciò che  ho perduto per sempre.
Non si ripeteranno mai più: le pagine di un libro in compagnia di tramonti rossastri, il pane nel sugo la domenica mattina, il suono delle campane a rompere il sonno disfatto del sabato sera.
Ecco, mia cara, che cosa è veramente assenza, per un povero matto come me. Ciò che ero non si ripeterà mai più…

Sliding doors di un Mediogioco: imparare dalle partite

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Simili ai viaggiatori per caso, attraversiamo la nostra vita: non avevamo programmato nessuna meta, non avevamo organizzato nessuno specifico itinerario. Assomigliamo, in effetti, più a fuggiaschi che a dei veri e propri viaggiatori.
All'inizio appare tutto molto semplice. Tutti ti dettano le regole e ti danno consigli e ti instillano principi, dicendoti che ti serviranno in futuro. Tu, recalcitrante, ascolti, disubbidisci e poi li metti in pratica. Ecco che, finalmente, tutto sembra andare bene, ora la strada ti si mostra in tutta la sua bellezza di luoghi da scoprire, fino a quando non giungi nel mezzo del cammino. Senza un Virgilio, allora, e con una bussola che sai di aver nascosto da qualche parte devi scegliere il tuo itinerario. Tra tutte quelle strade candidate, tu lo sai, solo una diventerà quello che sei!
Sono così le partite a scacchi di noi principianti. Quante volte ci capita di giocare bene, anzi meglio, per poi stringere la mano al nostro avversario da sconfitti! L…

Cartolina del Giorno (55): la vittoria sull'ego

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Mia Carissima cara,
i giorni di marzo, alla fine, hanno cominciato a ripetersi nella loro eccezionalità. Quello che sembrava un tempo indefinito e breve al trascorrere, è diventato realtà quotidiana e la scadenza una liberazione ogni giorno più lontana da venire.
Ho dovuto inventarmi delle azioni da compiere, per riempire lo spazio del mio appartamento; per intonare l'assenza del rumore; per restituire alla vita il senso d'ogni singola giornata. Ho costruito, tra le altre cose di cui per ora non faccio parola, un mondo virtuale nel quale i bambini hanno ripreso a seguire le lezioni e giocare e far tornei. Non ero ancora pronto a tanto frastuono d'energia, ma ho dovuto e ne sono fiero, seppure tanta stanchezza mi ha portato in giorni in cui la mia salute non si prestava ad essere così forte.
La disciplina, ai matti come me, non è affatto un peso, come ai più generalmente appare. Dobbiamo vincere noi stessi ogni giorno in cui apriamo gli occhi sul nostro sconfinato e disord…

Cartolina del Giorno (54): sogni infranti

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Mia Carissima Cara,
comincia a non fare più tanto freddo. Non è, in verità, stato troppo rigido, l'inverno, quest'anno.
Sta già arrivando la primavera intanto. Immagina, ragazza mia, quanto dovrà sentirsi offesa d'un'accoglienza tanto fredda. Dovrà bussare, ad una ad una, alle porte degli uomini, chiuse dalla paura e dall'obbligo cittadino!
Aveva proprio ragione quello scrittore di cui, in questo momento, non ricordo il nome: "Il mondo è fatto per finire in un bel libro!"
Davvero, mia cara, la fantasia degli uomini, davanti alla realtà, è un mondo che partorisce l'esistenza: l'immaginazione invera ed avvalora realtà sconosciute persino all'esistenza del mondo!
Saranno, povero me matto, questi giorni di libertà assoluta dagli asservimenti che mi portano a queste riflessioni... Oppure è la mancanza di cose nuove di cui parlarti, da raccontarti - Come faccio a parlare di te e di me, ora, che siamo infranti?
Stammi bene, perché io te ne voglio.


Un'avventata Siciliana: imparare dalle partite

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Le partite non ci raccontano soltanto i nostri errori. Questi sono solo la conseguenza del nostro essere in quel momento e, più in generale, del nostro essere ed apparire agli altri sempre.
Capita che a volte ci si trovi in certe situazione per delle scelte sbagliate. Il difficile, allora, diventa ammetterlo ritornare sui propri passi. Stare calmi e riorganizzare le nostre idee. Magari non avventurarci ancora, con la veemenza tutta giovanile, nel cercare miglior fortuna o sorprendere il fato che, stupito da tanta mala caparbietà, si lascia vincere dalla nostra avventatezza.
Prima di lasciarvi alla partita, dopo attenta riflessione e studio, abbiamo deciso di cambiare il metodo di presentazione delle partite. Vi forniamo, quindi, il modo migliore per poter leggere con profitto questa rubrica. Prima di ogni cosa vi suggeriamo, nonostante il visore interattivo, di prendere una scacchiera e seguire l'andamento della partita. Non appena, in secondo luogo, vi viene indicato di avere la…

Cartolina del Giorno (53): l'emergenza della bellezza

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Mia Carissima cara,
il rumore di sottofondo degli uomini in affanno non si sente più. Si ascolta a meraviglia il respiro del mondo, che molti, forse troppi, avevano dimenticato essere il protagonista delle nostre vite.
Io penso a te, ti dico costantemente, come una sentinella dell'anima, che andrà tutto bene e quando questo finirà ti abbraccerò forte. Faccio, poi, di necessità virtù. Tutte le mie attività lavorative ed i miei impegni con i ragazzi sono interrotti. Ho un tempo indefinito da riempire con delle azioni, con delle idee: stanotte ci pensavo e ne facevo un calendario accurato. Lo so, mia cara, che non basta e che la noia dei giorni ci porterà a perderne molto altro di tempo. Il momento, tuttavia, sembra quello giusto per imparare che dal rispetto delle regole nasce la disciplina e da questa abitudini più sane e forti.
Mi mancano i miei viaggi, a me matto, che volevo rubare tutta la bellezza dei posti del mondo per raccontarla a te, quando tra il mio stupore avrei possed…

Cartolina del Giorno (52): la malinconia della lontananza

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Mia Carissima Cara,
oggi è domenica. Oggi è una bella giornata, il cielo è blu ed il sole alto. Si respira, tuttavia, un'aria di irrealtà e negli occhi delle persone si legge tutta l'incredulità d'essere per una volta i protagonisti di un romanzo di Saramago.
Fin dal mattino, mia cara, è stato così. Fin da quando per le strade e la piazza non è rimbombato nessuno strillo di fastidiosi bimbi. Delle restrizioni, sai, non soffro: io e te non amiamo la socialità come la maggior parte la intende e del resto, poi, ognuno se ne fa le proprie ragioni. Del non poterti dire guardandoti negli occhi "come stai", del non poter vedere la tua bocca rassicurarmene... Povero me ne diventerò matto!
Stammi bene, perché sempre te ne voglio.

Cartolina del Giorno (51): senza cuore

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Mia Carissima Cara,
spero mi seguirai ancora. Il nostro cammino insieme si farà sempre più difficile, a cominciare da oggi.
In vero, fuori dalle pareti di queste cartoline, gli eventi odierni sembrano riservare una vita ben difficile. Non mi ricordo che prima di questi tempi fosse ben facile condurre la vita, spensierata ed allegra, per le strade della fantasia o della realtà! Ma tanto basta, mia adorata, agli uomini ed agli dei per maledire il mondo, perché benedirlo è assai più difficile e arduo!
La vita scorre, per il resto, normalmente. Rassetto casa, butto via quello che non serve e metto ordine, come un matto, laddove arriverà il disordine; studio, leggo, rido e non verso mai una lacrima, gioco, lavoro e dormo. Tutto senza alcun battito di cuore!
Stammi bene, perché io te ne vorrò.

Una Timida Francese: imparare dalle partite

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Succede agli scacchisti, come ai turisti, di fermarsi ad osservare altri luoghi, diversi dalle loro mete.
Quando questo accade, dobbiamo spesso fermarci e cambiare punto di vista: non si conosce nessun luogo se non si comprende l'anima che lo ha reso quel che è.
A volte, poi, quasi riesce difficile riconoscere in quale luogo ci si è sperduti. In alcune partite, infatti, ci sembra di non aver commesso errori e poi una valanga di mosse forti ci sommerge e non capiamo quando abbiamo preso una strada così pericolosa!
Nella partita qui riproposta e giocata da amici scacchisti, succede al Bianco di perdere senza aver commesso errori apparenti. In realtà ciò che decide la partita è l'iniziativa: concetto che indica generalmente chi ha in mano le redini del gioco.
A Scacchi chi ha l'iniziativa è chi attacca e chi attacca può permetterselo perché ha i pezzi più attivi. Iniziativa ed attività dei pezzi sono, quindi, strettamente collegati!
Vi ricordo che questo luogo non è per Scac…

Cartolina del Giorno (50): l'apertura del disincanto

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Mia Carissima Cara,
marzo ha portato la pioggia ed io spero che lavi via molto di cui taccio. Questi ultimi giorni sono stati una fucina di nuovi bestiari. Materiale non originale, ma di sicuro morboso, per scrittori di ogni genere. Basiti rimangono gli offesi a titolo gratuito e gli osservatori disincantati, coloro che al giudizio tolgono le parole al vento.
Tutto questo, alla fine, anima mia, non importa ai matti come me! Che pensano di non avere il mondo, ma di essere del mondo; che chiudono gli occhi al futuro, perché ciò che verrà non è ora; che hanno paura, ma non temono; che leggono tutto, ma hanno pensieri propri che non possono essere influenzati!
Diventa sempre più difficile far finta di dimenticarmi di te, lo sarà sempre, amore mio.

Dalla Spagna con Errore: imparare dalle partite

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Ci sono luoghi nel cuore di uno scacchista che diventano semplici partite. Sono quelle che hanno fatto di un torneo una domenica splendida o da dimenticare!
Per un principiante che vuole migliorare il suo gioco e che ha l'ambizione di aspirare ad un perfezionamento, le proprie partite diventano come quei vecchi album di fotografie di una volta. Le si porta all'amico e si racconta per filo e per segno cosa ha preceduto lo scatto, cosa ne è seguito e il ricordo vivido riaffiora in una esperienza rivissuta.
Questo accade a coloro che analizzano, prima o dopo le proprie partite! Questo è compito di un buon giocatore ma, sopratutto, buon istruttore che deve dall'esperienza estrarre le memorie sulle quali costruirne di nuove e più solide.
Avviso ai naviganti, la partita e gli esercizi ad essa allegati non sono per "esperti" e navigati giocatori, da torneo o di Club. Questo è un luogo per chi da dilettante vuole imparare a diventare uno scacchista.
Buona lettura e buon…