Cartolina del Giorno (60): antropocentrici resti

Mia Carissima Cara, 
il sole e le temperature primaverili splendono, ormai da giorni, sulla superbia degli uomini. Io, per tanto tempo, sono rimasto in silenzio, ma non ti preoccupare, in ogni istante sei stata insieme a me. Ho fatto tutto ascoltando sempre la tua voce, immaginando quel che avresti detto! 
Avevo proprio bisogno di questo periodo. Ho camminato tanto e ho molto pensato. Ti ho portata sempre con me, lontano dal mondo artefatto dagli umani. Quanta stupidità o convenienza a incatenare le masse ho letto e ascoltato! Ma davvero, mia cara, ci sono uomini che credono che la natura nulla possa più se non ciò che loro creano? Che tutto debba essere un prodotto e per giunta industriale?
Mi fa ridere immaginare questa goffa scimmia alla sua infanzia, che si tronfia del potere assoluto che crede di avere avuto in dono, quando non altro possiede che la sua volontà in lotta con altre volontà - e molte superiori alla sua.
Sono io il matto, però, che vedo, ascolto e leggo tutti i giorni la loro grandezza e i loro buoni propositi, i loro disegni per un mondo migliore, persino. Tutto quello che ne resta, poi, sono guanti e mascherine, cicche di sigarette e tutta l'altra immondizia sputata addosso al mondo, in mezzo alla natura - tanto tutto è un loro prodotto!
Mi sei mancata tanto.

Muove il Nero. Scaccomatto in due mosse



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