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Visualizzazione dei post da 2018

La Promozione

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Lei smise di muoversi, gli baciò la guancia e lo guardò dall'alto. Lui, tenendo le mani sui fianchi, smise di stringerla e con un dito le sfiorò le labbra umide, scrivendole nella sua memoria.
"Avvicinati" le sussurrò. Fronte contro fronte, sfiorandosi e riprendendo a muoversi, lentamente, dolcemente, i loro occhi si persero e i loro pensieri si confusero.
"Basta" sussurrò lei, e si lasciò scivolare di fianco, chiudendo al maglione la lampo, incrociando le braccia intorno al petto, fissandolo ancora negli occhi, chiamandolo ancora a sé.
"Cosa c'é?" lui gli chiese, restando, smarrito, seduto sul divano. Reclinò appena il viso, e le sue mani le disegnarono i lineamenti del volto, e ancora le labbra, sottili, rosa, calde.
"Non lo so" rispose lei, con un nodo in gola.
Il silenzio entrò per un attimo nel cuore di entrambi, percorse tutta la distanza interminabile tra di loro e un altro bacio.
"Ti prego, vai ora".
Quando furono in p…

Il Nemico

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La porta girevole all'entrata lasciò il passo alle sue scarpe lucide, nuove, belle e costose.
La stazione di polizia, per ironia, come solo il destino ne sa distribuire non a caso lungo la vita degli uomini, aveva il pavimento con mattonelle di marmo bianche e nere. Una donna, di quelle alle quali imputano i facili costumi, senza mai additarne le necessità o le costrizioni, attirò subito la sua attenzione con una volgare esclamazione.
" Ehi bel vecchietto! Con la tua eleganza non so se mi farai venire, però ti assicuro che, con quello che spendi per vestirti, io saprei camparci!"
Per tutta risposta, l'uomo dai capelli brizzolati, si fermò e si aggiustò la cravatta sulla camicia di seta. Scosse lievemente il polso e lo portò alla vista, guardò l'ora sul suo orologio d'oro. Prima di avvicinarsi alla scrivania del poliziotto, il quale gli aveva fatto cenno di avvicinarsi e di lasciar perdere, osservò le belle gambe inguainate di nero della ragazza che, riavvian…

Il Matto del bacio

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D'un tratto lei si scosse, come alla fine di un sogno. Dalla robusta spalla di lui sollevò la testa, tessendo nell'aria i suoi lunghi capelli.
Gli occhi delle donne sono sempre così profondi che impossibile rimane leggerne la leggerezza in superficie.
"Quello che mi mancherà di te sarà il silenzio dei tuoi pensieri" e così  dicendo la sua mano scivolò dai corti capelli fino alla guancia ispida. Una carezza invece di altre parole, troppo vere per essere gettate all'apparenza della realtà.
Se si confessa si mente e si tradisce. La verità, come i sentimenti sono incomunicabili.
Sentì conficcarglisi dentro agli occhi quella bellezza, come una fredda lama adamantina. Lo feriva d'un dolore o un amore, fervido, vivo, solo. Non distingueva a quale dei due apparteneva il suo cuore, e in fondo questo lo rendeva felice perché non doveva scegliere.
"Io, adesso, devo proprio andare. Ti dimenticherò, ma tu puoi fare finta che ti ho detto una bugia. Se mi cercherai, p…

Alfi e l'avventura nel castello

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Alfi amava andare a scuola. La sua era, infatti, una scuola diversa da tutte le altre. Sì, si imparava tanto, ma divertendosi un mondo e provando e riprovando quello che la maestra chiamava il gioco della vita.
No, i banchi non c'erano, questo gli piaceva un mondo. Ancor di più, gli piaceva, che tutta la scuola fosse grandissima, quadrata diceva la maestra, e per spostarsi da una stanza all'altra si poteva scegliere come muoversi: avanti, indietro a destra o sinistra, c'era chi addirittura faceva un movimento in cerchio saltando tutti gli ostacoli. Come diceva sempre la maestra, però, una volta scelto bisognava diventare responsabili e rispettare le proprie scelte.
"Troppo facile, bambini, fare sempre quello che ci piace! Avete scelto la vostra regola, ora dovete rispettarla! Sarete così bravi da essere così forti?" E mentre girava i tacchi, facendo svolazzare la gonna ed i capelli lunghi, Alfi e tutti i bambini, che volevano subito diventare grandi gridavano fo…

L'Attesa

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Tic... Tac...Tic...Tac...
"Mio Re, hai udito? Peché non dai l'ordine di radunare l'esercito?
Non ti riconosco più. Hai forse paura, ora, anche tu? Presto, non c'è tempo da perdere, la battaglia potrà iniziare..."
"Mia cara consorte, quanto sei ancora bella! Il nero tutto, che vesti e indossi, fa ti te una perla rarissima! La tua speranza è il diamante più prezioso, mia Regina. Ahimè, il contro altare è la fiducia di cui si nutre e fa dono!
Lo so, anch'io ho sentito: sono albe che oramai non conto più. Qualcuno trai soldati conta ancora i giorni, però non si ricorda che questi sono solo gli ultimi di una millenaria conta!
Resteremo in attesa, resteremo ad ascoltare i loro proclami, squilli di trombe impavidi all'azione. Dall'una all'altra parte del loro lucente schieramento si levano grida, accuse, intenti, mosse minacciate e sempre ritratte; si nascondono idee sventol…

Eziologia di una Scacchiera di carta

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Ogni Istruttore, la prima volta almeno, ne è stato sorpreso e travolto come un temporale improvviso in una giornata assolata. L’entusiasmo e la passione dei bambini per gli scacchi nasce, infatti,  dalle emozioni che questo gioco suscita nella loro esperienza.
Questo è il principale motivo che non ci fa “comprendere” le loro partite e, anziché scandagliare l’animo della scelta, ci porta alla castrazione dell’esecuzione. Difetto orribile, come l’oblio di quell'entusiasmo e passione che ci ha portati alla superbia della nostra bravura d’insegnanti.
In barba al raziocinio ed al metodo, in barba alla perfezione, tuttavia, molti di noi si ricordano il primo incontro con gli scacchi e la magia di castelli, Re e Sovrane, di campi di battaglia ed avventure… l’emozione ci ha condotto al gioco e ci ha fatto creare mosse, partite, mestieri ed opere d’arte.
Diceva Picasso “L’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una f…