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Cartolina del Giorno (59): la rivincita del numero

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Mia carissima cara, noi due non siamo, né lo siamo mai stati e tanto meno lo saremo mai, affetto stabile. L'affetto lo si dà agli animali domestici, oppure alle persone di cui si ha pietà.  Quale fortuna, invece, condividiamo noi: quando ci incontreremo ancora per la prima volta e di nuovo, non sarà certo per disposizioni emanate con decreto! In questo periodo, ragazza che manchi, rifletto molto e per interi giorni sulla sempre più incombente oclocrazia. Questo è il frutto di anni e anni di innalzamento a idolo del principio di autoregolamentazione. Tutto e tutti, allora, hanno credito. Il numero, si prende così la sua rivincita, diffondendo l'odore acre delle masse e il loro argomentare vendicativo. La loro sete di rivendicazione ubriaca qualsiasi logica. Al giorno d'oggi tutto quel che non si comprende si offende, e le bugie occorrono all'uopo. Ieri sera le mandorle avevano il sapore del ricordo: le schiacciavo sul balcone, le pelavo sul tavolo di granito, le mani scottav…

Cartolina del Giorno (58): la vita al setaccio

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Mia Carissima Cara,
non ho molto da aggiungere alle notizie sulla mia vita, mi rende felice di saperti in ascolto, quindi ti scrivo. Io non vivo abbastanza e la solitudine è un'amica alquanto esclusiva e gelosa oltremodo.
Ho riempito quaderni di esercizi scacchistici, alcuni così belli che li ho messi da parte per noi. Come si dice, una scheda al giorno leva il medico...Ho imparato a fare colazione al mattino, e ho imparato a sedermi a tavola a pranzo. Alla sera, poi, dal mio terrazzo calici di buon vino rosso mi infondono più saggezza di quanta ne scorre sugli schermi delle tv.
 Sai che li ho abbandonati! C'è sempre l'eco del gregge, tuttavia, e non importa ove si riunisca, social, bar, sale da thè, piazze o balconi: è rumore ai pensieri, popolo ai pastori d'ogni sorta, o semplicemente disperata orma nel deserto dell'esistenza.
Lo so, sono un povero matto, che nulla apprezza e tutto setaccia, alla ricerca di quel che rimane essenziale alla vita. Questa forza irre…

Inesorabili Scoperte: imparare dalle partite

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Nasci e sono tutti intorno a te a dirti quanto sia bella la vita e come ne valga la pena che sia vissuta fino in fondo. Continuano, inoltre, a ripeterti che è un dono prezioso.
Cresci a questo modo: convinto che tutto ti sia dato (nei tempi odierni persino dovuto) e non comprendi come mai quel regalo ferisce e fa male. Perché nessuno ti aveva mai detto che la vita possiede le unghie e graffia forte?
Succede, allora, che ti arrendi mentre sei alla ricerca di quella meravigliosa vita che ti avevano descritto e promesso: passando da una esperienza all'altra, non raccogliendone i frutti, perché questa non era quella vita e deve essere, quindi, la prossima la sola dove il nostro valore sarà apprezzato (in tempi non di oggi avvalorato).
Capisci tardi, tra le memorie a pezzi delle tue esperienze più dolorose, che cattivi maestri, con il pessimo gusto della protezione, mentivano sulla vita. La vita, questo raro intrigo di forza, esperienza e immaginazione è lotta arcigna. Le cicatrici ch…

Cartolina del Giorno (57): egocentrici resti

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Mia  carissima Cara,
non parlo con qualcuno da circa dieci giorni o forse più; con me stesso dagli anni della coscienza e non ho mai avuto bisogno di alcuna interpretazione dei sogni.
Mi sono dimenticato di te allo stesso modo di come ci si dimentica di fare la spesa: la fame, alla fine, non alimenta alcun bisogno; al contrario insegna in realtà alla vita ciò che le è necessario.
Proprio l'altro ieri mi sono sorpreso a fantasticare su quello che mi rimarrà di questi lunghissimi giorni. Resterà, fra le altre cose, le lunghe tazze di caffè annacquato e pagine e inchiostro, all'alba del mattino di tutte le notti insonni; resteranno passeggiate al sole, in terrazzo, e partite di scacchi sul cornicione; resteranno cose rassettate e vestiti ripiegati per ordine della noia, e centesimini che non sapevi nelle tasche.
Altro ancora ce ne è e troverò nella memoria. Ai matti come me, mia amata, piace d'essere stati quel che si era, perché sempre sanno d'essere quel che si diviene…

L'Ape

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Si fermò, esausto, dopo aver messo piede sul pianerottolo. Si tolse la giacca, ansimando un po'. Prese il fazzoletto dalla tasca per asciugarsi il sudore sulla fronte, poi guardò il suo amico e collega, ancora molti gradini in basso, una rampa intera.
"Dimmi, mio caro amico" gridò dall'alto l'ispettore di polizia " Chi farebbe tutte queste scale per venire a trovare il proprio carnefice?"
Il poliziotto sostò a metà scalinata, guardò il suo superiore con aria stupita, non riusciva mai a capire se le sue domande fossero serie oppure solo facezie che rallegrassero il loro tristo mestiere.
"Forse" rispose alla fine della sua breve pausa interrogativa "qualcuno a cui la lotta con il proprio destino non ha mai messo paura!"
L'ispettore, frattanto, ripose il fazzoletto nella tasca della giacca e mise la stessa sulle bretelle azzurre e la camicia bianca. Si strinse, infine, nelle spalle e sorrise.
"Elementare Watson! Elementare!&qu…

Cartolina del Giorno (56): il ricordo della giovinezza

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Mia carissima Cara,
ieri sera un'attrice in un film ha riflesso nei miei occhi la tua immagine. L'insonnia poi, ha mietuto il sonno ed i miei sogni. Al sorgere dell'alba, alla fine, ho guardato il sole splendere alla finestra, imperito.
Condividere con te questo nostro gioco ed esercizio è un balsamo per il mio animo. Cosa sono mai un io e te se non possono avere un segreto inconfessabile agli altri?
Nel silenzio di questa stanza posso confessarti qui che mai ti ho avuto come adesso che sei lontana!
Ho riflettuto, la vera assenza è di ciò che non potrà mai più ripetersi. Così mi sono messo a pensare, muto in mezzo a questa sapienza, ricercando ciò che  ho perduto per sempre.
Non si ripeteranno mai più: le pagine di un libro in compagnia di tramonti rossastri, il pane nel sugo la domenica mattina, il suono delle campane a rompere il sonno disfatto del sabato sera.
Ecco, mia cara, che cosa è veramente assenza, per un povero matto come me. Ciò che ero non si ripeterà mai più…

Sliding doors di un Mediogioco: imparare dalle partite

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Simili ai viaggiatori per caso, attraversiamo la nostra vita: non avevamo programmato nessuna meta, non avevamo organizzato nessuno specifico itinerario. Assomigliamo, in effetti, più a fuggiaschi che a dei veri e propri viaggiatori.
All'inizio appare tutto molto semplice. Tutti ti dettano le regole e ti danno consigli e ti instillano principi, dicendoti che ti serviranno in futuro. Tu, recalcitrante, ascolti, disubbidisci e poi li metti in pratica. Ecco che, finalmente, tutto sembra andare bene, ora la strada ti si mostra in tutta la sua bellezza di luoghi da scoprire, fino a quando non giungi nel mezzo del cammino. Senza un Virgilio, allora, e con una bussola che sai di aver nascosto da qualche parte devi scegliere il tuo itinerario. Tra tutte quelle strade candidate, tu lo sai, solo una diventerà quello che sei!
Sono così le partite a scacchi di noi principianti. Quante volte ci capita di giocare bene, anzi meglio, per poi stringere la mano al nostro avversario da sconfitti! L…